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SYSTEMS / PRODUCT STORY

Il tuo “agente AI” potrebbe essere solo un workflow vestito bene.

Non è un insulto al workflow. Anzi: spesso è la scelta migliore. Il punto è capire quando serve davvero autonomia e quando stai aggiungendo variabilità senza motivo.

AGENTS / ARCHITECTUREINAZUMA / JOURNAL
WORKFLOW
fixed route · predictable execution
AGENT
dynamic tool choice · controlled autonomy
SYSTEMS8 MIN
CONTEXT · INTELLIGENCE · ACTION · FEEDBACK

Un workflow che riceve un trigger, esegue tre step fissi e scrive un risultato non diventa un agente solo perché uno degli step chiama un LLM. È automazione con una componente intelligente dentro. E va benissimo così.

La distinzione conta perché scegliere l’approccio sbagliato significa o costruire un sistema inutilmente fragile, oppure forzare un processo ambiguo dentro una sequenza rigida che esplode appena cambia l’input.

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La differenza tecnica

  • NODE 01Workflow: sequenza decisa prima, errori gestiti con percorsi definiti, comportamento molto prevedibile.
  • NODE 02Agente: sceglie dinamicamente quali tool usare e in quale ordine, può rivalutare il piano e tentare strade diverse.
  • NODE 03Sistema ibrido: agente dove serve interpretazione, workflow deterministico dove serve affidabilità.
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Quando il workflow è la scelta migliore

Se riesci a descrivere il processo come un diagramma senza riempirlo di “dipende”, probabilmente non ti serve un agente. Sincronizzare dati, inviare notifiche su eventi noti, trasformare documenti con formato stabile: qui la prevedibilità è un vantaggio.

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Quando l’agente inizia ad avere senso

Quando l’input è ambiguo per natura e il numero di casi possibili è troppo alto per essere mappato in anticipo: una telefonata, un’email informale, una richiesta con più intenti, un problema che richiede scegliere tra strumenti diversi.

SYSTEM PRINCIPLE

L’intelligenza dove serve davvero. La prevedibilità dove conta di più.

È il modello che preferisco anche nei sistemi che sto costruendo: l’agente interpreta, il workflow applica regole certe e scrive sui sistemi aziendali. Non serve rendere “agentico” tutto. Serve rendere intelligente il punto giusto.