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ORIGIN STORY / 12 SET 2026
FIELD NOTE / BUILDING IN PUBLIC

Sto costruendo INAZUMA da zero. La parte difficile non è il codice.

Sono partito chiedendomi quale tool imparare. Poi ho capito che la domanda interessante era un’altra: quale problema vale davvero la pena trasformare in un sistema?

FIELD NOTE / BUILDING IN PUBLICINAZUMA / JOURNAL
01
IDEA
02
WORKFLOW
03
SYSTEM
04
INAZUMA
BUILD LOG6 MIN
BUILDING ≠ KNOWING
CHAPTER 01
TOOL

Non sono partito con una vocazione mistica per la programmazione. Sono partito cercando una direzione. Volevo capire cosa potevo costruire con l’AI che avesse valore fuori da una demo, e per un po’ ho fatto quello che fanno in tanti: ho guardato tool, automazioni, agenti, video, workflow. Ogni cosa sembrava la prossima cosa da imparare.

Il problema è che imparare un altro tool non ti dice cosa costruire. A un certo punto ho smesso di chiedermi “come faccio questa automazione?” e ho iniziato a chiedermi “che sistema dovrebbe esistere qui?”. È una differenza piccola nella frase e gigantesca nel lavoro.

Il pattern che continuava a ripetersi

CHAPTER 02
WORKFLOW

Partivo da un pezzo singolo e finivo sempre per allargare il perimetro. Un AI receptionist diventava: chiamata, intent, calendario, CRM, follow-up, eccezioni, handoff umano. Un sistema per riattivare lead diventava: segmentazione, contesto, messaggio, risposta, qualificazione, booking, aggiornamento dati. Non riuscivo più a vedere il nodo singolo senza vedere tutto quello che c’era intorno.

Costruire mi ha fatto cambiare idea più delle ricerche

La parte utile dei prototipi non è stata poter dire “guarda, funziona”. È stata scoprire dove non funzionavano. La latenza in una chiamata vocale. Un dato sporco che rompe un workflow. Un caso limite che non avevo previsto. Una knowledge base che sulla carta sembra perfetta e nella pratica contiene tre versioni della stessa informazione.

CHAPTER 03
SYSTEM

Ogni volta il problema interessante era un livello sotto rispetto a quello che avevo immaginato. E ogni volta il prodotto diventava meno “AI” da copertina e più architettura, dati, controllo e integrazione.

Il rischio vero: cambiare direzione troppo velocemente

Ho tante idee. È utile, ma è anche pericoloso. Ogni nuova idea sembra più pulita di quella che stai già costruendo, semplicemente perché non hai ancora incontrato i suoi problemi. Sto imparando che la disciplina non è trovare l’idea perfetta: è restare abbastanza a lungo su una direzione da ottenere una risposta reale dal mercato.

CHAPTER 04
INAZUMA

Da automazioni isolate a sistemi

INAZUMA oggi nasce da qui: non vendere “un chatbot”, “un workflow” o “un agente” come se fossero prodotti autosufficienti. Prima capire il processo, poi progettare il sistema che lo prende in carico. Contesto, intelligenza, azione. Il tool viene dopo.

Non so ancora dove arriverà. Preferisco dirlo così invece di riscrivere la storia tra due anni facendo sembrare tutto inevitabile. La parte interessante, per me, è proprio questa: costruire mentre sto ancora capendo cosa merita davvero di essere costruito.

THE LINE I KEEP COMING BACK TO

Non serve sapere già dove arriverà. Serve capire abbastanza bene cosa vale la pena continuare a costruire.

END LOG
Nessuna origin story ripulita.

Se INAZUMA cambia direzione, questo pezzo dovrebbe invecchiare insieme al progetto. È più interessante così che fingere, tra due anni, che il percorso fosse ovvio fin dall’inizio.