
Pensavo che fosse reale.
C’era un tempo in cui la guardavo come si guarda qualcosa di unico, fragile e prezioso. Credevo di avere tra le mani una verità, un amore che meritava di essere custodito. Ma ero cieco: non vedevo che dietro i sorrisi si nascondeva il calcolo, dietro le parole la finzione, dietro le carezze il vuoto.
Lei non ama. Non è capace. Non cerca condivisione, cerca soltanto nutrimento. Si aggrappa agli altri come un parassita che succhia vita per non affrontare la propria sterilità. E io, ingenuo, mi sono lasciato ingannare. Ha scambiato il bisogno per sentimento, l’abitudine per passione, il sesso per amore.
Il rispetto non lo ha mai conosciuto. Perché rispettare significa vedere l’altro come persona, e lei non vede nessuno: solo specchi in cui riflettersi, solo corpi da usare per colmare i suoi vuoti. Per lei non sono mai esistiti occhi, cuore, anima: solo strumenti. E il suo gioco è semplice — fingere di dare, per poter prendere tutto ciò che un cuore possa offrire.
Le maschere, però, non resistono per sempre. Prima o poi scivolano via. E quando la sua è caduta, è rimasta soltanto la verità: dietro non c’era nulla. Nessuna profondità, nessuna luce, nessuna anima. Solo fame, solo vuoto, solo un silenzio sterile.
La convinzione con il senno di poi, mi induce a pensare che non c’era amore nei suoi gesti, solo istinto. Non c’era passione, solo possesso. Non c’era sincerità, solo teatro.
In quel momento ho compreso: non sono stato amato, sono stato usato. Non ero stato scelto, ero stato consumato.
Tutta la sua fretta di dire la sua, chiarire l’ennesima stupidata volendola passare per un momento di fragilità, dovuto al mio comportamento, quando io nemmeno c’ero ma soprattutto sentirmi dire è stato uno sbaglio.. certe cose non si sbagliano ma si vogliono, e si chiamano scelte non sbagli, certe situazioni non accadono per sbaglio ma per volontà.
Aveva cosi tanta premura e fretta e il tempo nuovamente mi conferma la ragione, scomparsa nuovamente con chissà quale invenzione.
Eppure, questa scoperta non mi ha distrutto. Paradossalmente mi ha liberato. Perché non posso perdere nulla se mi accorgo di aver investito in un inganno: guadagno chiarezza, imparo a distinguere la verità dalla menzogna. Lei non ha tolto niente, se non il tempo che avevo deciso di regalarle. Ma anche quel tempo, ora, non ha più alcun peso.
Lei invece sì, ha perso la maschera, ha perso l’illusione di sembrare viva, ha perso l’occasione di conoscere cosa significhi davvero amare.
Vuota, sterile, dimenticata. Perché l’odio è un privilegio, e non lo merita. Il ricordo è un lusso, e non lo possiede.
Alla fine, di lei non resta nulla. Non una ferita, non un rimpianto, non una nostalgia.
Solo un nome svanito, un volto cancellato, una parentesi insignificante.
Non può essere odiata, ma non valere nemmeno abbastanza per essere ricordata.
con lei… non hai mai sognato…
“Perché l’odio è un privilegio, e non lo merita.”
lei… merita indifferenza?
In compenso, posso alzare un muro talmente alto e spesso che si perde a vista d’occhio.
Fondamentalmente non ho bisogno di nessuno, mi basto da solo.
è un lavoro duro… dire a se stessi… mi basto da solo / da sola…
Si chiama Amor proprio, proprio per amore di me stesso non deve più succedere una cosa simile.
Ho scritto chiaramente cosa penso, non vale abbastanza nemmeno per essere ricordata.
Certo che ho sognato con lei, ho proprio sognato una persona che non esiste nella realtà, al posto suo c’era solo una maschera, il che equivale al niente.
Ciao Inazuma 🍀
A volte ci facciamo usare come stracci senza renderci conto e questa è una situazione estrema e drammatica in un contesto famigliare di un rapporto che doveva essere d’Amore e ti dico che alla fine ti sei rivisto e riconosciuto e quindi ti sei staccato e liberato.
Bisogna cercare di non ricaderci perché l’ Amore è disinteressato, libero, esclusivo perché non deve contemplare altre persone che sarebbero veri intrusi.Guarda il lato buono della situazione…Te ne sei liberato.🙋🏻👍🏻🫶🏻
Guarda la colpa è esclusivamente mia, lo ammetto tranquillamente.
Proprio perchè riconosco l’errore, riconosco anche che non merita nemmeno essere ricordata.
Non si puo ricordare un qualcosa che di fatto non è mai esistita. Una maschera.